I colli Berici come laboratorio ambientale
Anisn Vicenza
- Escursione a Pianezze - 11 maggio 2003
«Il Lago di Fimon e i Colli Berici visti con gli occhi d'una chiocciola, d'un bruco, o d'una coccinella»
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La piana del lago di Fimon è ben conosciuta dai vicentini, che vi si recano per scampagnate, giri in barca, pesca. La gita con la bike tecnologica riprende una vecchia consuetudine, dopo la parentesi dei decenni '60-'80 contrassegnati da idee di "sviluppo" turistico che vagheggiavano barche a motore sul lago ed automobili e discoteche sulle sponde. Le attività ricreative che da qualche anno si stanno affermando sono fortunatamente più rispettose dell'ambiente, anche se al lago di Fimon purtroppo restano qualche discoteca e qualche motoraduno di troppo. Il lago e la circostante zona collinare sono luoghi che ben si prestano a facili osservazioni di carattere botanico, zoologico, geologico, geografico. Basta percorrere i sentieri nel bosco, noleggiare una barca a remi per una visita al canneto ed allo specchio d'acqua, o visitare il Centro Riabilitazione Rapaci gestito dal WWF. Soprattutto la presenza di uccelli rapaci ed acquatici è indicativa della ricchezza biologica, che nel passato comprendeva anche le lontre ("sgore") e non soffriva della attuale inquietante presenza del pesce siluro e delle nutrie. Per l'attività didattica si prestano bene anche le osservazioni della microfauna. Questa spesso non viene considerata perché nascosta o presente in forme poco appariscenti se non indecifrabili, ma in realtà è la più accessibile perché vive sulla vegetazione o nel terreno. Il prof. Alessandro Minelli (*), che ha guidato la nostra escursione, ha diretto l'attenzione proprio su questo aspetto: "la mia lettura dell'ambiente è quella di uno zoologo degli invertebrati, che ha l'occhio esercitato sulle malefatte dei bruchi sulle foglie, sulle strisciate di muco che si lascian dietro le lumache, sugli agguati che i ragni tendano in ogni dove, spessissimo senza farsi una tela". Si tratta di una competenza di enorme valore didattico, perché permette di avvicinarsi alla comprensione dell'ambiente in modo operativo e basandosi su elementi semplici ed accessibili agli allievi.
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Il luogo del ritrovo, 11 maggio 2003. Sullo sfondo la famosa villa palladiana detta "La Rotonda"
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| (*) Il prof. Alessandro Minelli è docente di zoologia all'Università di Padova. Studioso di sistematica e di evoluzionismo, ha portato molti contributi conoscitivi anche a livello teorico. E' autore di oltre 600 pubblicazioni, tra le quali la recente (2003) The Developement of Animal Form pubblicato presso Cambridge University Press. Tra il 1992 ed il 1995 ha coordinato il lavoro di oltre 230 specialisti nella compilazione della Checklist della Fauna Italiana, uno strumento conoscitivo che l'Italia ha realizzato per prima nel mondo. E' membro di moltissime società accademiche e scientifiche ad alto livello, tra le quali la International Commission on Zoological Nomenclature, della quale è stato presidente tra il 1995 ed il 2001. Nel 2001 è stato nominato Honorary Fellow della Royal Entomological Society, e nel 2002 insignito con la medaglia per le Scienze Fisiche e Naturali dall'Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL. Nonostante mille impegni ad altissimo livello, è attento ai problemi locali di storia naturale e della didattica, che segue tramite Musei ed Associazioni. |