La fitodepurazione dei reflui biologici
Anisn Vicenza - Visita al fitodepuratore di Bolzano Vicentino - 7 aprile 2003
Anna Egle Alfieri - Germano Bellisola

Il Sistema Integrato di Fitodepurazione (SIF) è una biotecnologia brevettata. Per qualsiasi informazione rivolgersi direttamente al proprietario Dr. Maurizio Giannotti ai seguenti recapiti:
e-mail sifvt@tin.it - tel/fax 0761.304.687

 

I reflui biologici (liquami) costituiscono una grave minaccia igienica ed ambientale, perché possono contaminare le acque di falda. E' dunque necessario depurare gli scarichi fognari, preferibilmente con sistemi che richiedono poca manutenzione, poco dispendio energetico, poca spesa, e che possono anche recuperare acqua per utilizzi secondari (irrigazione), oltre che inserirsi piacevolmente nel paesaggio. Gli impianti di fitodepurazione sono una elaborazione biotecnologica del sistema che in natura ricicla i residui biologici degli animali tramite i vegetali. In Italia parecchi piccoli comuni hanno iniziato da qualche anno a realizzare impianti di fitodepurazione finanziati dalla Unione Europea con fondi LIFE, e tra questi anche il comune di Bolzano Vicentino. Anisn Vicenza ha organizzato una visita al fitodepuratore di questo comune nell'ambito delle attività di formazione programmate sul tema «la risorsa acqua» in occasione della proclamazione del «2003 anno internazionale dell'acqua».

 

 

Struttura dell'impianto.
L'impianto di Bolzano Vicentino è costituito da due distinte sezioni: A) preesistente depuratore da 1.000 abitanti (trattamento primario, vasca ossidazione, sedimentatore); B) bacino di fitodepurazione integrata da 3.000 abitanti (vasca equalizzazione e miscelazione acque, sezione a piante radicate sempreverdi, laghetto finale, vasca di scarico e vasca di ricircolo integrate nel laghetto). Ecco in dettaglio la funzione dei diversi stadi.

Trattamento primario.
Composto da un pozzetto di carico ed una grigliatura fine rotativa. Ha la funzione di separare i solidi (stracci, carta, foglie etc…) dalla parte liquida. I solidi accumulati in un cassonetto vengono smaltiti in discarica dal servizio comunale Rifiuti Solidi Urbani.

Vasca ossidazione e sedimentatore.
Per l'ossidazione è utilizzata la vasca preesistente, invece il vecchio sedimentatore è stato sostituito da uno nuovo, più grande. L'efficienza verificata è del 50% per la nitrificazione e del 90% per la riduzione del COD e BOD5. Vengono prodotti circa 25 metricubi al giorno di fanghi, il 30% smaltiti in discarica ed il 70% smaltiti nel bacino di fitodepurazione.

Bacino di fitodepurazione.
In testa vi è la vasca di equalizzazione, dove si miscelano le acque provenienti dal sedimentatore con quelle di ricircolo. Segue il settore fitoassorbente a piante radicate, dove avviene la totale ossidazione dei composti organici, si completa la nitrificazione, e i nutrienti ossidati vengono assorbiti dalle piante (periodicamente sfalciate). Segue quindi il laghetto, dove per azione del fitoplancton vengono assorbiti nitrati e fosfati, l'acqua viene riossigenata, e i batteri patogeni vengono abbattuti di oltre il 95% per competizione con le alghe. Nel laghetto sono inglobate una vasca di ricircolo ed una di scarico, dalla prima viene rinviata acqua nel settore fitoassorbente, dalla seconda l'acqua viene scaricata nella roggia Tergola.