Richard Dawkins - Jerry Coyne
«One
side can be wrong»
(Un aspetto che può
diventare pericoloso)
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Sul quotidiano inglese The Guardian di mercoledì 1 settembre è comparso un articolo firmato da Richard Dawkins e Jerry Coyne e probabilmente già noto a molti colleghi, che vale comunque la pena diffondere. L'articolo, intitolato "One side can be wrong", affronta i problemi sollevati dall'imposizione, che si va diffondendo nelle scuole superiori degli Stati Uniti, di insegnare il cosiddetto creazionismo scientifico come una teoria di pari dignità rispetto all'evoluzionismo darwiniano. Il problema può sembrare lontano dai nostri interessi, ma non è da escludere possa prima o poi presentarsi anche in Italia, dove la posizione di equilibrio della Chiesa Cattolica sembra essere sempre più sollecitata a spostarsi verso l'integralismo antiscientifico. Faremmo quindi bene a garantirci un'accurata informazione preventiva, sfruttando l'esperienza che già i docenti di scienze in altri Paesi hanno dovuto maturare nei confronti della teoria del Progetto Intelligente. Quello che segue è un sintetico estratto dell'articolo di Dawkins e Coyne. (Fabio Fantini)
Il Progetto Intelligente (PI) non è un argomento scientifico, ma religioso. Potrebbe essere discusso in un corso di teoria delle idee, in un corso di filosofia sulle fallacie logiche, in un corso di religione comparata oppure di origine dei miti di tutto il mondo. Ma il suo posto non è un corso di biologia; non lo è più di quanto lo sia per l'alchimia un corso di chimica, per il flogisto un corso di fisica o per la teoria della cicogna un corso di educazione sessuale. In tutti questi casi la richiesta di eguale tempo per "entrambe le teorie" sarebbe ridicola. Chi richiederebbe, in un corso di storia moderna, uguale tempo per la teoria che l'Olocausto non si è mai verificato? Se il PI fosse una teoria scientifica, le evidenze che la comprovano, raccolte attraverso la ricerca scientifica, riempirebbero le riviste scientifiche. Ciò non accade. Non è che gli editori rifiutino di pubblicare la ricerca sul PI. Semplicemente, non c'è alcuna ricerca sul PI da pubblicare. I suoi sostenitori scansano la normale prassi scientifica appellandosi direttamente al pubblico non scientifico e, con grande astuzia, alle autorità istituzionali che essi stessi hanno eletto. L'argomento dei sostenitori del PI è sempre dello stesso tipo. Mai che offrano una prova positiva in favore del PI. Tutto ciò che offrono è una lista di supposte deficienze dell'evoluzionismo. Ci parlano di lacune nelle serie fossili. Oppure si stabilisce, senza un filo di prova a sostegno, che certi organi sono "irriducibilmente complessi": troppo complessi per essersi evoluti attraverso la selezione naturale. In ogni caso c'è un assunto implicito: se la Teoria A ha qualche difficoltà a spiegare il Fenomeno X, allora dobbiamo automaticamente preferire la Teoria B senza neanche chiederci se la Teoria B (il creazionismo, va da sé) sia una spiegazione migliore. Notate quanto sbilanciato sia tutto ciò e come smascheri l'apparente ragionevolezza dell'affermazione "insegniamo tutte e due le posizioni". A una posizione si richiede di produrre prove a ogni passo del suo percorso. L'altra posizione, a cui non si richiede una iota di prova, è destinata a vincere automaticamente nel momento in cui la prima posizione incontra una difficoltà - il genere di difficoltà che la scienza incontra ogni giorno e che lavora per risolvere, con soddisfazione. Che cosa è, dopo tutto, una lacuna in una serie fossile? Semplicemente l'assenza di un fossile che avrebbe altrimenti documentato una particolare transizione evolutiva. La lacuna indica che non disponiamo di una serie completa di testimonianze su ogni passo del percorso evolutivo. È però incredibilmente presuntuoso richiedere una testimonianza completa, dato che solo una minuscola proporzione degli organismi morti va incontro al processo di fossilizzazione. L'equivalente di questa richiesta rivolta al creazionismo sarebbe una testimonianza cinematica completa del comportamento di Dio dal giorno in cui cominciò a lavorare, per fare un esempio, alle ossa dell'orecchio dei mammiferi o al flagello batterico. Neanche il più ardente sostenitore del PI dichiarerebbe che una tale divina videocassetta possa mai essere resa disponibile. I biologi, d'altro canto, possono reclamare con fiducia l'esistenza di una sequenza cinematica di fossili per un vasto numero di transizioni evolutive. Non tutte, certo, ma molte, tra le quali quella che testimonia la nostra discendenza dalle scimmie bipedi del genere Australopithecus. E, ancora di più, non è mai stato trovato un singolo fossile autentico nel "posto sbagliato" di una sequenza evolutiva. Un tale fossile anacronistico, se mai fosse dissotterrato, farebbe schizzare l'evoluzione fuori dall'acqua. Come rispose brontolando il grande biologo J. B. S. Haldane, quando gli si chiese che cosa potesse confutare l'evoluzione: "Fossili di conigli nel Precambriano". L'evoluzione, come tutte le buone teorie, si rende vulnerabile alla confutazione. Non occorre dire che ne è sempre venuta fuori con pieno merito. Similmente, l'affermazione che qualcosa, per esempio il flagello batterico, sia troppo complesso per essersi evoluto attraverso la selezione naturale, diventa la presunzione, attraverso un sillogismo falso e purtroppo diffuso, di una prova a favore della "spiegazione rivale" del PI, come per default. Questo tipo di ragionamento per default lascia completamente aperta la possibilità che, se il flagello batterico fosse troppo complesso per essersi evoluto, potrebbe essere troppo complesso anche per essere stato creato. In effetti, basta poco per capire che ogni Dio capace di creare un flagello batterico (per tacere di un universo) dovrebbe essere un'entità di gran lunga ancora più complessa, e pertanto statisticamente improbabile, del flagello stesso (e anche dell'universo). Una tale entità avrebbe bisogno di una spiegazione ancora di più di un oggetto che si suppone abbia creato. Se organismi complessi richiedono una spiegazione, altrettanto vale per un Progettista Complesso. E non è una soluzione avanzare l'istanza teologica che Dio (o il Progettista Intelligente) è immune alle normali domande della spiegazione scientifica. Sarebbe come darsi la zappa sui piedi. Non si possono avere entrambe le cose. Delle due l'una. O il PI riguarda i corsi di scienza, nel qual caso deve sottomettersi alle regole richieste per un'ipotesi scientifica. Oppure non riguarda i corsi di scienza, nel qual caso va rispedito al posto suo, in chiesa. |
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Da The Guardian del 1° settembre 2005 - Traduzione di Fabio Fantini |