Scienze per vivere
Maria Luisa Pedrotti Rigo (*)

 

Insegnare le Scienze Naturali in una Università adulti / anziani, qual' è il "N. Rezzara" di Vicenza, vuol dire riconsiderare completamente il significato di questo sapere.

La richiesta di notizie di Biologia, Botanica e Zoologia è molto alta da parte dei corsisti. In genere sono buoni lettori di giornali, vedono molta televisione, ed hanno dimestichezza con la più moderna terminologia scientifica: clonazione ad esempio o biotecnologie.

Se però si tenta di fare una bella, colta conferenza sull'argomento si viene puniti in diretta: almeno una decina di partecipanti si addormentano beatamente. Ci sono insegnanti che provano un profondo senso di frustrazione per questo. Certo non si possono richiamare i dormienti al dovere come fossero ragazzini. E poi quale dovere ?

Non so se posso dare una ricetta magica, ma l'esperienza mi ha insegnato che bisogna fare innanzitutto una cosa quando ci si trova davanti ad un centinaio di adulti, ciascuno con una sua cultura ben elaborata e radicata: bisogna stupire!
Attingere senza paura alle nostre conoscenze extra-scientifiche, purché significative per noi: anche alla letteratura, o alla psicologia o ai proverbi di nostra nonna, ma senza barare: bisogna emozionare ed emozionarci! Mettersi in gioco anche come persone oltre che come insegnanti. E' estremamente gratificante; è in definitiva quello che tutti desideriamo fare, nascondendoci però troppo spesso dietro formalismi o comportamenti schematici. Se il sapere è personalizzato desta immancabilmente interesse ed attiva una automatica interiorizzazione delle nozioni. L'adulto si confronta con quanto gli viene proposto, lo analizza, lo accoglie o lo contesta, ma in ogni caso ne resta modificato.

Ho riscontrato poi una seconda esigenza: essere aggiornatissimi! Per alcuni argomenti è meglio lasciare da parte vecchie enciclopedie e libri di testo, seppur di grande valore, e rivolgersi a buoni periodici scientifici divulgativi, come Newton o Focus o Quark. Ad esempio, parlando di DNA e Genoma, è meglio sorvolare magari sui ponti idrogeno, ma far vedere la fotografia di Craig Venter in blue jeans e scarpe da tennis tra file interminabili di computers. Si potrà così tra l'altro riflettere sull'anticonformismo del vero ricercatore.

Penso che quanto a me è risultato essenziale per un buon rapporto con gli adulti possa in qualche modo essere utile anche nel rapporto con gli adolescenti, che sicuramente sono più recettivi ad un approccio di tipo emotivo.

Grazie dell'attenzione e buon lavoro!

(*) Docente collaboratrice all'Università per adulti/anziani "Nicolò Rezzara" di Vicenza