Il futuro della scuola e della ricerca scientifica in Italia

Firenze, 26 giugno 2002

Aldo Becciolini, Preside del corso di laurea in biologia dell'Università di Firenze

Scuola di specializzazione per l'insegnamento - problemi e prospettive

In questi ultimi anni si sta forzando la mano proprio nel tentativo di dare una divulgazione delle scienze, soprattutto delle scienze biologiche: siamo inseriti dalle attività dell'università dell'età libera, in articoli sulla stampa non specialistica inoltre spero che arrivi la buona notizia di un finanziamento piuttosto consistente per la costituzione di un centro di divulgazione di Scienze. Continuiamo ad andare nelle scuole su richiesta delle scuole stesse proprio nel tentativo di interessare gli studenti a questa disciplina.

Questo è un lavoro improbo perché si parte da dei livelli molto bassi: le scienze, nelle scuole medie inferiori e superiori, dal mio punto di vista sono fatte poco e male, spesso le colpe sono un po' di tutti, i matematici che insegnano scienze alle scuole medie inferiori non potranno mai insegnare scienze dal mio punto di vista, perché non le hanno mai fatte; peraltro un biologo, un naturalista, e un chimico potranno insegnare la matematica perché ha frequentato dei corsi. Non è vero, appunto, il contrario perché il matematico, e anche il fisico, non solo non hanno studiato all'Università la biologia, ma non hanno neanche l'interesse e l'amore per studiarsele dopo. Si è parlato più volte di separare la 59A e mettere matematica per conto suo rispetto alle scienze, però per ora non è cambiato niente.

Della SISS mi sono occupato a varie riprese negli ultimi dieci anni frequentando i comitati di proposta. La SISS, per lo meno a Firenze, ha raccolto un notevole entusiasmo da parte dei docenti sia di scienze biologiche sia di scienze naturali: noi universitari dovevamo insegnare le nostre discipline, ma chi insegnava il mestiere di insegnante erano i supervisori, e ci sono stati dei buoni risultati. Abbiamo visto gli allievi entrare come pulcini in grosse difficoltà nel porsi di fronte alle classi e li abbiamo visti uscire agli esami di Stato, tenuti recentemente a Pisa, come persone preparate, coscienti, che avevano imparato il mestiere, cosa che non si può dire per gli anni precedenti quando la trafila supplenza di tre giorni, di una settimana, un mese ecc. di persone che erano uscite appena dall'università senza alcuna preparazione pedagogica. Questa scuola si articola in due anni, e ogni anno siamo in ansia perché non sappiamo se si apre o non si apre perché le notizie da Roma sono incerte perché alcuni vogliono inserirla nell'università e dare un anno o due nelle lauree specialistiche; per fortuna abbiamo avuto recentemente la notizia che anche quest'anno si partirà perciò abbiamo ancora due anni di questa scuola. La SISS non ha un grosso appoggio da parte degli insegnanti, perché molti di loro non ci credono, e quindi abbiamo difficoltà anche dal corpo docente e io penso invece che dovrebbe avere il massimo appoggio da parte de corpo docente, perché significa, inserimento dei futuri insegnanti sotto tutoraggio dei docenti nelle scuole.
Problemi ce ne sono parecchi: intanto le tre sedi con gestioni completamente diverse, Pisa è una cosa, mentre Firenze e Siena hanno adottato criteri simili; la situazione del corpo docente è completamente diversa, si va da gente che ha dedicato tutta la sua vita all'insegnamento nelle scuole medie pur essendo universitari, ad altri che hanno fatto gli universitari e sono chiusi in questo ambiente; ci sono inoltre problemi di rapporti derivati dalle diverse interpretazioni delle finalità e funzionalità della scuola. Il compito che noi è quello di porre i corsisti nelle condizioni di adottare un nuovo modo di insegnare le scienze: riuscire a coinvolgere i ragazzi delle materie scientifiche penso che sia il primo passo per contrastare l'impoverimento delle scienze, impoverimento che viene anche dall'alto, ma soprattutto dal corpo docente. Occorre recuperare la convinzione nel proprio lavoro da parte del corpo docente: crediamo ancora in quello che insegniamo oppure lo facciamo come un lavoro da impiegato statale, per cui si timbra il cartellino, si sta lì per un certo numero di ore e poi si smette perché anche a casa abbiamo tanti problemi da risolvere, problemi di basso stipendio, l'idea di realizzare altre cose nella vita. Ovviamente so di parlare oggi a persone che la pensano come me, per cui sono tutte cose che dovrei evitare di dire, ma anche nell'ambito universitario c'è gente che pensa come voi e che ha voglia di cambiare, che ha fede in un'idea della scienza che possa essere utile alla formazione dei ragazzi.

Il Centro di divulgazione delle Scienze della vita avrà proprio questo compito verso la popolazione, verso gli studenti in cerca di un orientamento e spero, anche perché il Comune ci ha dato l'assenso, di avere una sede prestigiosa, e penso che sia una cosa che possa dare dei frutti che però, ovviamente, saranno lenti. I frutti arriveranno piano piano ma questa inversione di tendenza, per lo meno su Firenze, l'abbiamo già vista, per esempio noi riusciamo a mantenere un numero di studenti, circa 200 ogni anno, e se si confrontano con i 40 della fisica o con i 42 della matematica evidentemente qualcosa si vede: prima erano tutti sullo stesso numero.

Gli studenti della SSIS hanno lezione tutti i pomeriggi della settimana, salvo il sabato, hanno cinque ore tutte le mattine, o per lo meno molte mattine, sono a frequentare il tirocinio nelle scuole e devono studiare perché se non studiano non passano. L'esame consiste nella preparazione di un argomento per vedere come riescono ad esporlo a ragazzi della scuola media inferiore o a ragazzi della scuola media superiore: questo è ciò che noi facciamo. A Pisa è fatto in maniera molto più blanda, Siena come vi dicevo è sulla stessa nostra linea. Però è giusto fare questo, è giusto costringerli perché noi siamo convinti che loro dovranno essere la nuova classe di docenti delle scuole medie e costringerli a fare tutto ciò che è necessario per arrivare a costruirsi una adeguata professionalità.

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