Galleggiamento: un'esperienza di laboratorio con materiali poveri
Germano Bellisola
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Per quanto possa sembrare incredibile, molti ragazzi non hanno mai osservato ciò che sicuramente hanno visto, vale a dire che il ghiaccio galleggia nell'acqua e che anche l'olio galleggia nell'acqua. Se li si interroga, alcuni rispondono che "sì, il ghiaccio l'ho visto galleggiare, ma nella coca-cola... o nel mare, per televisione...", mentre alcuni hanno visto l'olio galleggiare nella minestra. Nell'acqua mai. E, a dire il vero, nella vita quotidiana ci sono poche occasioni di mettere un cubetto di ghiaccio nell'acqua, ed ancor meno per mettervi olio. Quasi tutti, però, hanno sentito dire o hanno letto che nell'acqua il ghiaccio e anche l'olio galleggiano. Non sarà dunque inutile proporre l'osservazione di questo fenomeno, e farli arrivare ad una descrizione a parole ed anche ad una rappresentazione grafica schematica. A seconda del grado di scuola si potrà poi proporre un approfondimento, in termini di peso specifico e non solo. L'esperienza può essere condotta in cucina, con materiali di uso comune, e già che ci siamo vale la pena di prolungare l'osservazione fino a quando tutto il ghiaccio sarà fuso. Quindi niente fretta, ci vuole almeno un'ora.
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Per quanto riguarda i cubetti di ghiaccio è utile far osservare che spesso vi sono intrappolate bolle d'aria. Si può provare con cubetti più o meno eterogenei, in modo da sgombrare il campo da perplessità circa il ruolo delle bolle d'aria. Anche la posizione del cubetto è interessante, in relazione al significato del termine "galleggiamento". In classe, prima di effettuare la prova, alcuni studenti hanno disegnato il cubetto appoggiato alla superficie dell'acqua, perchè intendevano "galleggiare" come "stare all'asciutto". Alle mie obiezioni hanno inizialmente risposto che se il cubetto è immerso nell'acqua allora non galleggia! Ve n'è poi una quota che diceva (non ho accertato se veramente lo pensava) che i corpi solidi comunque vanno a fondo nell'acqua, per il fatto di essere solidi, e quindi ha disegnato il cubetto sul fondo del bicchiere, come fosse il Titanic! Nella prova con l'olio si può approfittare per fare osservare che nel versarlo in acqua esso si scompone in gocce separate che dopo un certo tempo si riuniscono a formare uno strato omogeneo. Vale la pena di far osservare che in entrambe le prove i fenomeni in gioco sono più di uno: partiti con l'intenzione di osservare il galleggiamento, ci siamo trovati tra i piedi anche la fusione e la non-miscibilità. E non solo... |
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