La temperatura di rugiada
Anisn Vicenza - attività di laboratorio
con materiali poveri
Anna Egle Alfieri - Germano Bellisola
Perché la temperatura di rugiada
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Da qualche anno le discussioni sul "clima impazzito" si sprecano. Alimentate in estate dall'assenza di precipitazioni che mette in crisi l'agricoltura (es. nel 2003), o - al contrario - dall'abbondanza di piogge che ci rovinano le vacanze al mare (es. nel 2002), in autunno da ricorrenti alluvioni che provocano vittime e danni, in inverno dall'assenza di neve che ci impedisce di andare a sciare e pregiudica la ricarica delle falde idriche o - al contrario - dall'abbondanza di neve che provoca valanghe. Per non parlare delle centinaia di persone decedute quest'estate nelle città, caldissime, umidissime, con ozono e polveri sottili a livelli pericolosi. Alcuni pensano che il peggioramento del clima sia un fenomeno naturale incontrastabile, dal quale possiamo solo cercare di difenderci con espedienti. Altri pensano che il peggioramento sia causato dall'azione dell'uomo, per cui modificando i comportamenti si potrebbe addirittura invertire la tendenza. Pochi pensano che entrambi i fattori, naturale ed antropico, concorrono a determinare il clima, anche se non si sa quale sia il peso relativo dei due fattori. Le previsioni del tempo, poi, sono considerate dalla maggior parte degli italiani alla stregua delle estrazioni del lotto. Pochissime sono le persone che nel programmare un viaggio tengono conto delle previsioni meteorologiche, e le conseguenze sono spesso tragicomiche (se non tragiche): chilometri di auto bloccate in autostrada dalla neve (regolari catene a bordo...), con gli elicotteri della Polizia Stradale impegnati a distribuire viveri e coperte ai malcapitati. Tutti in viaggio con l'auto "sperando sia bel tempo". Ma le previsioni meteorologiche dovrebbero godere di ben altra considerazione. La meteorologia è una scienza, è passata l'epoca del "rosso di sera bel tempo si spera", le previsioni vengono formulate sulla base di osservazioni da satellite, con una fitta rete di rilevazione a terra e da terra, e con l'utilizzo di sofisticati modelli matematici. Nelle scuole lo studio dei fenomeni meteorologici viene proposto nell'ambito della geografia generale, allorché si affronta lo studio dell'atmosfera. In particolare si prendono in considerazione la presenza di vapore acqueo nella troposfera (lo strato più basso, dal suolo fino a circa 10 km di altezza), la condensazione (formazione di nebbia, nuvole, brina) e le precipitazioni (pioggia, neve, grandine), anche in connessione al ciclo dell'acqua. Si tratta di un argomento che può essere svolto a differenti livelli di complessità, date le implicazioni con la termodinamica e la fisica dei gas. Volendo rendere ragione agli allievi di alcuni semplici "perché" è però necessario introdurre la temperatura di rugiada, grandezza poco conosciuta ma fondamentale per la comprensione dei fenomeni meteorologici. Anche per questo Anisn Vicenza ha organizzato (17 marzo 2003) un incontro di formazione per i docenti di scienze, con lo scopo di mostrare come sia possibile misurare la temperatura di rugiada con attrezzature elementari, disponibili anche in ambito domestico.
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