« Biodiversitą e didattica »

ANISN - Scuola estiva di Scienze naturali 2006 - Bassano del Grappa - 17-22 luglio 2006

Dr. Giuseppe Busnardo

« Simulazioni didattiche in spazi verdi »

 

1. Premesse

1. Chi scrive ha avuto modo di fare, nelle giornate della scuola estiva 2006, vari interventi che si sono distribuiti in più giornate ed hanno riguardato contributi a vario livello (simulazioni didattiche, presentazioni di luoghi delle escursioni ecc.). Nei paragrafi a seguire vengono riassunti tre interventi che possono essere collegati sotto il tema "simulazioni didattiche in spazi verdi".
2. Il "filo conduttore" è la ricerca di strategie operative per acquisire concetti e competenze spendibili durante escursioni di scolaresche in mezzo alla natura (sempre molto richieste), ovvero l'acquisizione di capacità concrete di saper guardarsi attorno e possedere strumenti per orientarsi tra le specie di un prato, di un bosco ecc.
3. Il legame con il tema della biodiversità ci sembra chiaro: saper osservare, confrontare, raggruppare, distinguere e così via sono competenze che formano il presupposto per comprendere dal vero il manifestarsi della biodiversità (popolazioni, specie, variabilità infraspecifica, generi …).
4. Non è stato facile riassumere ciò che è stato impostato più "sul fare" che sull'ascoltare una relazione, soprattutto pensando a chi non era presente e non ha "provato" le simulazioni. Mi farebbe piacere dare chiarimenti e discutere con chi può essere interessato a questa ricerca didattica.
(Giuseppe Busnardo)

 

2. Martedì 18 luglio - Parco delle Grotte di Oliero (Comune di Valstagna)

Informazioni sul luogo
Oliero è una piccola frazione del comune di Valstagna (VI), posta lungo il fiume Brenta, 10 Km circa a nord di Bassano del Grappa, nel tratto più meridionale della valle di questo fiume.
Il parco delle grotte di Oliero è un'area di interesse naturalistico molto singolare poiché al suo interno si trovano le grotte omonime allagate visitabili solamente in barca (forse tra le prime in Italia ad avere una fruizione pubblica). La montagna sovrastante (l'Altopiano dei Sette Comuni) è tutta carsica e presso Oliero avviene lo sbocco a valle, all'esterno, di buona parte di tutta la circolazione idrica sotterranea. L'ingresso delle grotte è posto nella parte bassa di un grande vallone prealpino che si rivela molto importante anche sotto il profilo floristico-vegetazionale e faunistico. Molteplici le opportunità didattiche offerte dal luogo (e dai dintorni).
Tutta l'area è visitabile tramite il pagamento di un biglietto d'ingresso (per informazioni: info@valbrenta.net). Le visite in barca all'interno delle grotte avvengono solo con guide. Interessanti anche altre offerte turistico-didattiche dei luoghi vicini collegate in rete.
Presso l'ingresso dell'area si trova l'originale Museo di speleologia e carsismo "Alberto Parolini" (informazioni presso musei.valstagna@libero.it).

Foto
scorcio Valbrenta - un paradiso terrestre - dalla grotta - barca -consegne iniziali - caccia alla pianta - correzione - biodiversità/1 - biodiversità/2 - biodiversità/3 - museo delle grotte - plastico sommità altopiano - plastico struttura altopiano - campioni di rocce -

Attività didattica svolta: caccia all'albero lungo il sentiero che sale nel bosco
Dopo una presentazione del luogo (il contesto prealpino, la valle del Brenta, l'area delle grotte e gli ambienti circostanti - visti soprattutto alla luce del tema della biodiversità possibile), ai partecipanti viene proposto di simulare - come fossero gli alunni di una scolaresca - un gioco didattico che si presta bene per introdurre in modo operativo il concetto di specie (viene fatto riferimento ad alcune problematiche presentate nella relazione Minelli del giorno precedente).
In pratica le cose si sono svolte così. Chi scrive ha numerato alcuni alberi lungo il tragitto del sentiero (alberi dal n. 1 al n. 15) con semplici fogli di notes appesi ai rami. I partecipanti (individualmente oppure a piccoli gruppi) hanno dovuto seguire il sentiero e raccogliere una foglia per ogni albero numerato. Poi è seguito il commento e la rielaborazione.
Ritornati al punto di partenza, è stato chiesto di formare degli insiemi raggruppando le foglie raccolte con il criterio della semplice somiglianza soggettiva (foglie dello stesso "tipo") poiché chi scrive aveva numerato volutamente più volte uno stesso tipo di albero (ad es. il n.1, il n.3 ed il n. 8 erano noccioli). Non tutti hanno raggruppato allo stesso modo e ciò ha permesso di introdurre la discussione sul corretto uso dei criteri di somiglianza (cosa è importante ? il colore, la grandezza, la forma, il margine ecc.).
Conclusione. In pratica (riassunto molto sinteticamente in queste note), si è voluto dimostrare come un semplice gioco coinvolgente possa creare le premesse per saper osservare, distinguere e quant'altro possa essere utile per iniziare a costruire il concetto morfologico di specie (con tutti i problemi connessi). Ovvero, arrivare ad un concetto di specie che non sia semplice erudizione (saperne una definizione) ma una capacità di guardarsi attorno consapevolmente in natura.

 

3. Mercoledì 19 luglio - Giardino Botanico Alpino del Monte Corno (Comune di Lusiana)

Informazioni sul luogo
Il Monte Corno è una tozza elevazione (m. 1383) situato sul bordo meridionale dell'Altopiano dei Sette Comuni, direttamente rivolta alla pianura veneta (grande pregio paesaggistico).
Il giardino botanico alpino del Monto Corno (situato poco al di sotto della sommità, in comune di Lusiana, a quota m. 1280 circa) è una struttura nuova, con pochi anni di vita, recentemente messa in condizione di essere fruibile dal pubblico (strutture d'accesso, stampa di un pieghevole informativo, cartellini nelle aiuole, piccola aula didattica all'aperto). Il giardino è organizzato per ambienti prealpini e il percorso di visita segue perciò un itinerario che si snoda lungo alcune tappe che, utilizzando la natura già esistente (boschetti, rocce affioranti, prati …), ricostruiscono alcune tipologie significative prealpine (vegetazione delle rupi, della faggeta, della pozza d'alpeggio ecc). Il repertorio della flora ospitata fa perciò riferimento al territorio circostante ed ai massicci vicini (Grappa, Piccole Dolomiti Vicentine ecc). Per scolaresche e per gruppi organizzati è interessante la possibilità di combinare la visita con altre mete storico-naturalistiche del Comune di Lusiana e/o del vicino Altopiano.
L'ingresso attualmente (2006) è libero. Per informazioni: Comune di Lusiana (0424-406009)

Foto
rifugio - arrivo - pozza d'alpeggio - abbeverata - calcari stratificati - pascolo - bosco di faggio e abete rosso - faggio con faggiòle - giardino alpino - aula all'aperto - pozza artificiale - tritone - calcare ammonitico rosso - ammonite - ammonite levigata - Cortusa matthioli - Sedum album (erba pignola) - Saxifraga hostii - Saxifraga hostii - stella alpina 1 - stella alpina 2 - papavero dei ghiaioni - Papaver rhaeticum - Myrris odorata - Eryngium alpinum - Eryngium alpinum - erbe alte 4 (genziana gialla) - erbe alte 5 (genziana gialla) - Galium verum - Doronicum sp. - Aruncus dioicus (asparagi di montagna) - Laserpitium siler - Gentiana asclepiadea - Origano selvatico - pavimenti calcarei - Campanula carnica - pausa pranzo

Attività didattica svolta: visita guidata al giardino alpino
La visita è iniziata con la presentazione del luogo (rilievo prealpino del Monte Corno), di una breve storia del giardino (frutto della passione di appassionati locali) e del criterio di realizzazione (per ambienti prealpini). Poi è seguita la visita guidata durante la quale è stata privilegiata l'osservazione di alcune (poche) specie significative di ciascun ambiente scelte tra quelle che si presentavano fiorite in quel momento. Si sono visti gli ambienti rupestri (aridi, ombreggiati, umidi), le radure, le alte erbe, i boschi, i prati sommitali, i ghiaioni, le nicchie carsiche ecc.
Relativamente al tema della biodiversità, il giardino alpino viene proposto come un repertorio facilmente osservabile, e già raccolto assieme, della ricchezza delle forme di vita vegetali (una sorte di enciclopedia vivente). Un riassunto strutturato di quello che si potrà ammirare all'esterno del giardino dispiegato negli ambienti naturali.
Annotazione didattica. In una pausa presso una delle tappe finali della visita, chi scrive ha proposto ai presenti una annotazione sull'uso didattico dei cartellini che contrassegnano le specie (qui, come altrove nei giardini botanici o nei parchi che ne siano dotati). Premesso che posizionarli di fronte alla specie da conoscere è utilissimo, ci si chiede se questa informazione consenta il soddisfacimento di una curiosità oppure crei anche una capacità di conoscenza. In altre parole: leggere di fronte ad una stupenda fioritura gialla "genziana maggiore (ed altre info)" consentirà al visitatore di individuare la genziana maggiore se dovesse poi ritrovarla altrove in un prato ? L'idea di chi scrive è che questa capacità di conoscenza (relativamente a poche ma bene) abbia bisogno di essere costruita soprattutto con altre attività operative che mettano in grado di osservare, saper cosa guardare, confrontare, distinguere ecc. Qui sta il legame con le cacce all'albero proposte il giorno prima ad Oliero e nei giorni successivi a Villa Giusti.

 

4. Venerdì 21 luglio - Parco di Villa Giusti del Giardino (Bassano del Grappa)

Informazioni sul luogo
Villa Giusti del Giardino si trova nella periferia sud di Bassano del Grappa (VI). Il primo nucleo dell'edificio risale a fine 1500 ed il grande giardino romantico venne creato a partire dal 1861.
E' proprietà privata. Al suo interno opera la Fondazione Domenico Tolio Onlus che organizza eventi su programmi annuali (Rose in Villa Giusti, Flora happening ed altre iniziative). In occasione di questi eventi parte dell'edificio e parte del parco vengono resi visitabili al pubblico.
Nel corso dell'anno 2005 è stato realizzato, d'intesa con Veneto Agricoltura, il progetto "a scuola di botanica nel parco di Villa Giusti" che ha coinvolto 35 scolaresche su itinerari strutturati e graduati per età (materne, elementari, medie, superiori).
Per l'ingresso, attualmente (2006), è necessaria una richiesta alla segreteria (Manuela Contarin: 0424-886514) per definire accordi e modalità.
Informazioni sul sito www.villagiusti.net

Foto
Villa Giusti del Giardino - torre dell'orologio - avvio dell'esercitazione - il quaderno per Villa Giusti - semplici cartellini disposti con raffinata strategia - perplessità di fronte ad una squamiforme - richiesta di delucidazioni - proviamo a classificare con la scheda 2 - proviamo a riconoscere con la chiave dicotomica della scheda 3 - soluzione dell'esercizio - ancora discussioni - finalmente la ricreazione - Pino nero - Pino himalayano - Pino di Parolini (alla fine Pinus brutia Tenore) - un getto di Acer negundo privo di clorofilla - quanto è vissuto? - un gigantesco Cedro himalayano - arrivederci...

Attività didattica svolta: caccia all'albero nel parco
La visita è iniziata con la presentazione del luogo e della sua storia e poi delle modalità didattiche con le quali sono stati effettuati nel 2005 gli itinerari didattici del progetto "a scuola di botanica nel parco di Villa Giusti" (uso di una mappa muta per orientarsi, delle schede e dei giochi ecc,).
Poi è stata proposta ai partecipanti una seconda "caccia all'albero", più strutturata ed avanzata rispetto a quella effettuata il martedì precedente nel parco delle grotte di Oliero.
In pratica le cose si sono svolte così. Chi scrive aveva numerato, in una porzione ben definita del parco, una serie di alberi dal n. 1 al n. 15, ancora una volta con semplici foglietti di notes appesi ai rami. La consegna stavolta era questa: utilizzando una scheda ad hoc contenuta nel libretto-guida del parco (vedi riproduzione qui sotto) ,
ad ogni albero numerato bisognava compiere l'osservazione strutturata richiesta dalla scheda (osservare e scegliere alcuni caratteri delle foglie, registrarli nella tabella a doppia entrata e negli insiemi). Di fatto, si trattava di un gioco di classificazione (non di riconoscimento) utilizzando criteri stavolta già codificati (caratteri delle foglie) e strumenti matematici per la registrazione ed i raggruppamenti. Alla fine è seguita la "correzione" e la discussione.

 

 

 

percorso per classi delle scuole elementari
Mettere in ordine e classificare la diversità delle foglie

(proviamo a capire come si fa utilizzando le conifere)

Finalità
Compiere un'esperienza pratica, guidati da uno strumento della matematica (tabella a doppia entrata) per imparare un criterio per osservare, confrontare, distinguere e raggruppare le foglie in base alle loro caratteristiche (le Conifere sono solo un comodo campione per abilità poi generalizzabili).

Istruzioni
Nel parco di Villa Giusti ci sono moltissimi alberi e, tra questi, alcuni appartengono alle Conifere. Alcuni di loro sono stati numerati con numeri rossi dal n. 1 al n. 15 e tu ora proverai a classificarli , cioè proverai a raggrupparli in base a certe caratteristiche che hanno in comune.
In pratica, di fronte ad ogni albero dovrai:
1. osservare le caratteristiche delle foglie e, scegliendo tra le diverse possibilità indicate, compilare la tabella (osserva che l'albero n. 1 è già stato riportato nella scheda come esempio);
2. riportare il numero dell'albero, volta per volta, anche in uno degli insiemi disegnati sotto la tabella scegliendo in base alle caratteristiche osservate.

Cosa devi sapere
Classificare significa raggruppare tra loro oggetti o cose varie (alberi, rocce, figure geometriche, francobolli...) cercando di stabilire delle rassomiglianze e delle differenze, cercando cioè di unire ciò che è simile e di separare ciò che è diverso.
In questo gioco ti viene proposto di classificare (usando la tabella e gli insiemi della pagina di fronte) alcune Conifere sulla base delle caratteristiche delle loro foglie (aghetti e/o squamette). Il risultato della classificazione è il formarsi di alcuni insiemi, ognuno dei quali è contraddistinto da una precisa proprietà di appartenenza.

Attenzione
Non confondere classificare con riconoscere. Riconoscere un albero vuol dire scoprire qual è il suo nome, ovvero trovare se appartiene ai Pini, agli Abeti ecc. e poi, meglio ancora, scoprire se è un Pino nero, un Pino marittimo, un Pino mugo e così via. Noi ci accontenteremo, in questa mattinata, dopo aver imparato a classificare le Conifere (e perciò ad accorgerci di come sono fatte), di imparare a riconoscere i Pini e, tra loro, a riconoscere il Pino nero (vedi repertorio di pag. 18-21).

Quando uscirai di qui, guardati intorno, potrai provare a osservare le Conifere che troverai in diversi luighi: nel cortile della scuola, nei giardinetti pubblici ecc. Prova a ripetere l'osservazione e, dopo aver osservato come sono fatte le foglie, domandati in quale insieme dovresti collocarle. Prova poi a vedere se tra loro riesci a individuare qualche albero che possa appartenere ai Pini.

 

 

5. Conclusioni

1. Anche in questo caso si è provata una attività coinvolgente ed operativa per vedere una modalità di apprendimento. Lo scopo è sempre che l'alunno non si limiti a sapere alcuni caratteri (foglie aghiformi …) ma sappia usare questi caratteri per osservare, distinguere ecc. (e poi più avanti per riconoscere).
2. Il legame con il tema biodiversità è chiaro. Imparare ad osservare alcune delle soluzioni morfologiche che stanno alla base della diversità e capire come interpretarle.
3. Tenendo a mente anche l'esperienza fatta ad Oliero ed al Monte Corno, se ne conclude che ogni luogo ha una sua vocazione per questa ricerca didattica. Un boschetto o una siepe campestre sono più adatti per manipolare, osservare e raccogliere (saperi di base); un giardino antico per impostare giochi di classificazione con schede (tappa più strutturata); un giardino botanico come vetrina che permette di cogliere tutta assieme una parte della ricchezza biologica ma nella quale devono entrare in gioco abilità già acquisite affinché l'osservazione si traduca in competenze.

 
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