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Dr. Giuseppe
Busnardo
« Simulazioni
didattiche in spazi verdi »
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1. Premesse
1.
Chi scrive ha avuto modo di fare, nelle giornate della scuola estiva 2006,
vari interventi che si sono distribuiti in più giornate ed hanno
riguardato contributi a vario livello (simulazioni didattiche, presentazioni
di luoghi delle escursioni ecc.). Nei paragrafi a seguire vengono riassunti
tre interventi che possono essere collegati sotto il tema "simulazioni
didattiche in spazi verdi".
2. Il "filo conduttore" è la ricerca di strategie operative
per acquisire concetti e competenze spendibili durante escursioni di scolaresche
in mezzo alla natura (sempre molto richieste), ovvero l'acquisizione di
capacità concrete di saper guardarsi attorno e possedere strumenti
per orientarsi tra le specie di un prato, di un bosco ecc.
3. Il legame con il tema della biodiversità ci sembra chiaro: saper
osservare, confrontare, raggruppare, distinguere e così via sono
competenze che formano il presupposto per comprendere dal vero il manifestarsi
della biodiversità (popolazioni, specie, variabilità infraspecifica,
generi
).
4. Non è stato facile riassumere ciò che è stato
impostato più "sul fare" che sull'ascoltare una relazione,
soprattutto pensando a chi non era presente e non ha "provato"
le simulazioni. Mi farebbe piacere dare chiarimenti e discutere con chi
può essere interessato a questa ricerca didattica.
(Giuseppe Busnardo)
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2. Martedì 18
luglio - Parco delle Grotte di Oliero (Comune di Valstagna)
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Informazioni
sul luogo
Oliero è una piccola frazione del comune di Valstagna (VI),
posta lungo il fiume Brenta, 10 Km circa a nord di Bassano del Grappa,
nel tratto più meridionale della valle di questo fiume.
Il parco delle grotte di Oliero è un'area di interesse naturalistico
molto singolare poiché al suo interno si trovano le grotte
omonime allagate visitabili solamente in barca (forse tra le prime
in Italia ad avere una fruizione pubblica). La montagna sovrastante
(l'Altopiano dei Sette Comuni) è tutta carsica e presso Oliero
avviene lo sbocco a valle, all'esterno, di buona parte di tutta
la circolazione idrica sotterranea. L'ingresso delle grotte è
posto nella parte bassa di un grande vallone prealpino che si rivela
molto importante anche sotto il profilo floristico-vegetazionale
e faunistico. Molteplici le opportunità didattiche offerte
dal luogo (e dai dintorni).
Tutta l'area è visitabile tramite il pagamento di un biglietto
d'ingresso (per informazioni: info@valbrenta.net).
Le visite in barca all'interno delle grotte avvengono solo con guide.
Interessanti anche altre offerte turistico-didattiche dei luoghi
vicini collegate in rete.
Presso l'ingresso dell'area si trova l'originale Museo di speleologia
e carsismo "Alberto Parolini" (informazioni presso musei.valstagna@libero.it).
Foto
scorcio Valbrenta
- un paradiso
terrestre - dalla
grotta - barca
-consegne iniziali
- caccia alla pianta
- correzione - biodiversità/1
- biodiversità/2
- biodiversità/3
- museo delle grotte
- plastico
sommità altopiano - plastico
struttura altopiano - campioni
di rocce -
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Attività
didattica svolta: caccia all'albero lungo il sentiero che sale nel bosco
Dopo una presentazione del luogo (il contesto prealpino, la valle
del Brenta, l'area delle grotte e gli ambienti circostanti - visti soprattutto
alla luce del tema della biodiversità possibile), ai partecipanti
viene proposto di simulare - come fossero gli alunni di una scolaresca
- un gioco didattico che si presta bene per introdurre in modo
operativo il concetto di specie (viene fatto riferimento ad alcune
problematiche presentate nella relazione Minelli del giorno precedente).
In pratica le cose si sono svolte così. Chi scrive ha numerato
alcuni alberi lungo il tragitto del sentiero (alberi dal n. 1 al n. 15)
con semplici fogli di notes appesi ai rami. I partecipanti (individualmente
oppure a piccoli gruppi) hanno dovuto seguire il sentiero e raccogliere
una foglia per ogni albero numerato. Poi è seguito il commento
e la rielaborazione.
Ritornati al punto di partenza, è stato chiesto di formare degli
insiemi raggruppando le foglie raccolte con il criterio della semplice
somiglianza soggettiva (foglie dello stesso "tipo") poiché
chi scrive aveva numerato volutamente più volte uno stesso tipo
di albero (ad es. il n.1, il n.3 ed il n. 8 erano noccioli). Non tutti
hanno raggruppato allo stesso modo e ciò ha permesso di introdurre
la discussione sul corretto uso dei criteri di somiglianza (cosa è
importante ? il colore, la grandezza, la forma, il margine ecc.).
Conclusione. In pratica (riassunto molto sinteticamente in queste
note), si è voluto dimostrare come un semplice gioco coinvolgente
possa creare le premesse per saper osservare, distinguere e quant'altro
possa essere utile per iniziare a costruire il concetto morfologico di
specie (con tutti i problemi connessi). Ovvero, arrivare ad un concetto
di specie che non sia semplice erudizione (saperne una definizione) ma
una capacità di guardarsi attorno consapevolmente in natura.
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3. Mercoledì 19
luglio - Giardino Botanico Alpino del Monte Corno (Comune di Lusiana)
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Informazioni
sul luogo
Il Monte Corno è una tozza elevazione (m. 1383) situato sul
bordo meridionale dell'Altopiano dei Sette Comuni, direttamente
rivolta alla pianura veneta (grande pregio paesaggistico).
Il giardino botanico alpino del Monto Corno (situato poco al di
sotto della sommità, in comune di Lusiana, a quota m. 1280
circa) è una struttura nuova, con pochi anni di vita, recentemente
messa in condizione di essere fruibile dal pubblico (strutture d'accesso,
stampa di un pieghevole informativo, cartellini nelle aiuole, piccola
aula didattica all'aperto). Il giardino è organizzato per
ambienti prealpini e il percorso di visita segue perciò un
itinerario che si snoda lungo alcune tappe che, utilizzando la natura
già esistente (boschetti, rocce affioranti, prati
),
ricostruiscono alcune tipologie significative prealpine (vegetazione
delle rupi, della faggeta, della pozza d'alpeggio ecc). Il repertorio
della flora ospitata fa perciò riferimento al territorio
circostante ed ai massicci vicini (Grappa, Piccole Dolomiti Vicentine
ecc). Per scolaresche e per gruppi organizzati è interessante
la possibilità di combinare la visita con altre mete storico-naturalistiche
del Comune di Lusiana e/o del vicino Altopiano.
L'ingresso attualmente (2006) è libero. Per informazioni:
Comune di Lusiana (0424-406009)
Foto
rifugio - arrivo
- pozza d'alpeggio
- abbeverata - calcari
stratificati - pascolo
- bosco di faggio
e abete rosso - faggio
con faggiòle - giardino
alpino - aula
all'aperto - pozza
artificiale - tritone
- calcare ammonitico
rosso - ammonite
- ammonite levigata
- Cortusa matthioli
- Sedum album
(erba pignola) - Saxifraga
hostii - Saxifraga
hostii - stella
alpina 1 - stella
alpina 2 - papavero
dei ghiaioni - Papaver
rhaeticum - Myrris
odorata - Eryngium
alpinum - Eryngium
alpinum - erbe
alte 4 (genziana gialla) - erbe
alte 5 (genziana gialla) - Galium
verum - Doronicum
sp. - Aruncus
dioicus (asparagi di montagna) - Laserpitium
siler - Gentiana
asclepiadea - Origano
selvatico - pavimenti
calcarei - Campanula
carnica - pausa
pranzo
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Attività
didattica svolta: visita guidata al giardino alpino
La visita è iniziata con la presentazione del luogo (rilievo
prealpino del Monte Corno), di una breve storia del giardino (frutto
della passione di appassionati locali) e del criterio di realizzazione
(per ambienti prealpini). Poi è seguita la visita guidata
durante la quale è stata privilegiata l'osservazione di alcune
(poche) specie significative di ciascun ambiente scelte tra quelle che
si presentavano fiorite in quel momento. Si sono visti gli ambienti rupestri
(aridi, ombreggiati, umidi), le radure, le alte erbe, i boschi, i prati
sommitali, i ghiaioni, le nicchie carsiche ecc.
Relativamente al tema della biodiversità, il giardino alpino
viene proposto come un repertorio facilmente osservabile, e già
raccolto assieme, della ricchezza delle forme di vita vegetali (una sorte
di enciclopedia vivente). Un riassunto strutturato di quello che si potrà
ammirare all'esterno del giardino dispiegato negli ambienti naturali.
Annotazione didattica. In una pausa presso una delle tappe finali
della visita, chi scrive ha proposto ai presenti una annotazione sull'uso
didattico dei cartellini che contrassegnano le specie (qui, come altrove
nei giardini botanici o nei parchi che ne siano dotati). Premesso che
posizionarli di fronte alla specie da conoscere è utilissimo, ci
si chiede se questa informazione consenta il soddisfacimento di una curiosità
oppure crei anche una capacità di conoscenza. In altre parole:
leggere di fronte ad una stupenda fioritura gialla "genziana maggiore
(ed altre info)" consentirà al visitatore di individuare la
genziana maggiore se dovesse poi ritrovarla altrove in un prato ? L'idea
di chi scrive è che questa capacità di conoscenza (relativamente
a poche ma bene) abbia bisogno di essere costruita soprattutto con altre
attività operative che mettano in grado di osservare, saper cosa
guardare, confrontare, distinguere ecc. Qui sta il legame con le cacce
all'albero proposte il giorno prima ad Oliero e nei giorni successivi
a Villa Giusti.
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4. Venerdì 21
luglio - Parco di Villa Giusti del Giardino (Bassano del Grappa)
Attività
didattica svolta: caccia all'albero nel parco
La visita è iniziata con la presentazione del luogo e della
sua storia e poi delle modalità didattiche con le quali sono stati
effettuati nel 2005 gli itinerari didattici del progetto "a scuola
di botanica nel parco di Villa Giusti" (uso di una mappa muta per
orientarsi, delle schede e dei giochi ecc,).
Poi è stata proposta ai partecipanti una seconda "caccia all'albero",
più strutturata ed avanzata rispetto a quella effettuata il martedì
precedente nel parco delle grotte di Oliero.
In pratica le cose si sono svolte così. Chi scrive aveva
numerato, in una porzione ben definita del parco, una serie di alberi
dal n. 1 al n. 15, ancora una volta con semplici foglietti di notes appesi
ai rami. La consegna stavolta era questa: utilizzando una scheda ad hoc
contenuta nel libretto-guida del parco (vedi riproduzione qui sotto) ,
ad ogni albero numerato bisognava compiere l'osservazione strutturata
richiesta dalla scheda (osservare e scegliere alcuni caratteri delle foglie,
registrarli nella tabella a doppia entrata e negli insiemi). Di fatto,
si trattava di un gioco di classificazione (non di riconoscimento) utilizzando
criteri stavolta già codificati (caratteri delle foglie) e strumenti
matematici per la registrazione ed i raggruppamenti. Alla fine è
seguita la "correzione" e la discussione.
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percorso
per classi delle scuole elementari
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Mettere
in ordine e classificare la diversità delle foglie
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(proviamo
a capire come si fa utilizzando le conifere)
Finalità
Compiere un'esperienza pratica, guidati da uno strumento della matematica
(tabella a doppia entrata) per imparare un criterio per osservare,
confrontare, distinguere e raggruppare le foglie in base alle loro
caratteristiche (le Conifere sono solo un comodo campione per abilità
poi generalizzabili).
Istruzioni
Nel parco di Villa Giusti ci sono moltissimi alberi e, tra questi,
alcuni appartengono alle Conifere. Alcuni di loro sono stati numerati
con numeri rossi dal n. 1 al n. 15 e tu ora proverai a classificarli
, cioè proverai a raggrupparli in base a certe caratteristiche
che hanno in comune.
In pratica, di fronte ad ogni albero dovrai:
1. osservare le caratteristiche delle foglie e, scegliendo tra le
diverse possibilità indicate, compilare la tabella (osserva
che l'albero n. 1 è già stato riportato nella scheda
come esempio);
2. riportare il numero dell'albero, volta per volta, anche in uno
degli insiemi disegnati sotto la tabella scegliendo in base alle
caratteristiche osservate.
Cosa
devi sapere
Classificare significa raggruppare tra loro oggetti o cose varie
(alberi, rocce, figure geometriche, francobolli...) cercando di
stabilire delle rassomiglianze e delle differenze, cercando cioè
di unire ciò che è simile e di separare ciò
che è diverso.
In questo gioco ti viene proposto di classificare (usando la tabella
e gli insiemi della pagina di fronte) alcune Conifere sulla base
delle caratteristiche delle loro foglie (aghetti e/o squamette).
Il risultato della classificazione è il formarsi di alcuni
insiemi, ognuno dei quali è contraddistinto da una precisa
proprietà di appartenenza.
Attenzione
Non confondere classificare con riconoscere. Riconoscere un albero
vuol dire scoprire qual è il suo nome, ovvero trovare se
appartiene ai Pini, agli Abeti ecc. e poi, meglio ancora, scoprire
se è un Pino nero, un Pino marittimo, un Pino mugo e così
via. Noi ci accontenteremo, in questa mattinata, dopo aver imparato
a classificare le Conifere (e perciò ad accorgerci di come
sono fatte), di imparare a riconoscere i Pini e, tra loro, a riconoscere
il Pino nero (vedi repertorio di pag. 18-21).
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Quando
uscirai di qui, guardati intorno, potrai provare a
osservare le Conifere che troverai in diversi luighi: nel
cortile della scuola, nei giardinetti pubblici ecc. Prova
a ripetere l'osservazione e, dopo aver osservato come sono
fatte le foglie, domandati in quale insieme dovresti collocarle.
Prova poi a vedere se tra loro riesci a individuare qualche
albero che possa appartenere ai Pini.
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| 5.
Conclusioni
1.
Anche in questo caso si è provata una attività coinvolgente
ed operativa per vedere una modalità di apprendimento. Lo scopo
è sempre che l'alunno non si limiti a sapere alcuni caratteri (foglie
aghiformi
) ma sappia usare questi caratteri per osservare, distinguere
ecc. (e poi più avanti per riconoscere).
2. Il legame con il tema biodiversità è chiaro. Imparare
ad osservare alcune delle soluzioni morfologiche che stanno alla base
della diversità e capire come interpretarle.
3. Tenendo a mente anche l'esperienza fatta ad Oliero ed al Monte Corno,
se ne conclude che ogni luogo ha una sua vocazione per questa ricerca
didattica. Un boschetto o una siepe campestre sono più adatti per
manipolare, osservare e raccogliere (saperi di base); un giardino antico
per impostare giochi di classificazione con schede (tappa più strutturata);
un giardino botanico come vetrina che permette di cogliere tutta assieme
una parte della ricchezza biologica ma nella quale devono entrare in gioco
abilità già acquisite affinché l'osservazione si
traduca in competenze.
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