Due botanici dell'Ottocento: Giuseppe Moretti e Giuseppe Marzari-Pencati
Francesco Venco

 

Giuseppe Moretti (1782-1853)

Giuseppe Moretti nacque a Roncaro nel 1782, e portò a termine gli studi farmaceutici, intrapresi nell'università Ticinese, nel 1803. Giovanissimo, fu subito ripetitore di chimica nella stessa università fino al 1807, quando fu trasferito ad Udine come professore di chimica e storia naturale al Liceo cittadino. Quattro anni più tardi fu spostato al Liceo di Vicenza, dove insegnò per un solo anno, oltre le materie già citate, anche botanica e agraria. Dopo aver insegnato a Milano, passò infine all'università di Pavia, dove fu prima professore di economia, poi vice prefetto dell'orto botanico ed infine prefetto dal 1835 fino alla morte, avvenuta nel 1853.

Durante il breve insegnamento nel Liceo della nostra città, ottenne di piantare un orto botanico-agrario ad uso delle scuole, con l'intenzione di coltivarvi le piante più notevoli della flora vicentina che egli stesso andava raccogliendo e studiando: esplorò i Monti Berici, il monte Summano, il Grappa ed i dintorni di Bassano. Ebbe numerose piante dal Prof. Silvestri, rettore del Liceo, ma come base per i suoi studi (intendeva infatti elaborare una flora vicentina) utilizzò l'erbario di Giuseppe Marzari-Pencati, alla cui opera pubblicò delle aggiunte.

Giuseppe Marzari-Pencati (1779-1836)

Marzari nacque a Vicenza, ed in gioventù perlustrò "botanicamente" le campagne intorno alla città per redigerne il prospetto della flora che fino ad allora mancava. Recatosi a Parigi per approfondire le sue conoscenze, fu preso dalla passione per la geologia, che non abbandonerà più. La parte del suo erbario che si riferiva alla flora vicentina (l'erbario completo presentava piante prese anche nei suoi viaggi nel resto d'Italia ed in Francia), fu in seguito fuso con quello di Turra.

L'opera di Marzari "Elenco delle piante spontanee fino ad ora osservate nel territorio di Vicenza" (Milano, 1802), cui probabilmente si riferiscono "Appendice" e "continuazione dell'appendice all'elenco delle piante spontanee del vicentino" del Moretti, al principio doveva essere una estesa flora vicentina fornita di descrizioni e di notizie sugli usi medici ed economici. Ma alla fine fu solo un catalogo, con l'enumerazione comunque di oltre mille specie secondo il sistema sessuale.

Informazioni tratte da "Della storia e letteratura della flora veneta", di Pier Andrea Saccardo, edito nel 1869 a Milano

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